Perché questo Blog

In evidenza

Questo blog nasce con l’intenzione di dare una voce pubblica al Collettivo degli studenti dell’ISART.

Spesso quello che facciamo, che pensiamo, che organizziamo, bello o brutto che sia, non ha risonanza al di fuori del nostro piccolo gruppo. Questo blog vuole essere lo strumento per diffondere le nostre iniziative e, al tempo stesso, un luogo di incontro e dibattito utilizzabile anche quando non si può essere presenti fisicamente.

 

Rendiamolo ricco.

31 MARZO: GIORNATA AUTOGESTITA ALL’ISART

Si terrà più o meno sull’impronta della scorsa volta a scuola, sperando che sta volta i laboratori siano ancora più partecipati e la grigliata ancora più presa bene!!!

ore 8.30 ingresso – dalle 11.00 alle11.30 pausa – ore 13.30 grigliata – ore 17.00 fine

LABORATORI:

INCONTRO CON L’ARTISTA – aula magna
-ore 9.00: “Mamma” rivista di fumetto, si presenta

-ore 11.30: Storia dell’arte giapponese

AULA ATTUALITA’&SOCIALE 1 – aula 64
-ore 9.00: “La casa è un diritto” incontro con lo sportello SocialLog e le famiglie occupanti di via De Maria.

-ore 11.30: Bologna 77, proiezione del film “Rivolta”

AULA ATTUALITA’&SOCIALE 2 – aula 63
-ore 9.00: No alle violenza sulle donne

-ore 11.30: “Radio Emilia 5.9” incontro con Eugenio Bignardi sul sisma in Emilia

CINEFORUM – aula 66
-ore 9.00: Hotel Rwanda

-ore 11.30: Django

LABORATORIO DI PITTURA – aula 44
continuo

_____________________________________

ORE 13.30: PRANZO SOCIALE!

balotte fino alle 17.00

A CHI CI DICE…| VIDEO DELL’OCCUPAZIONE 2013

“Dignità’, libertà e impegno”

Solo uno dei modi per dire in poche parole cos’è l’occupazione.

Tutti hanno la loro idea, molti però giudicano senza vedere coi propri occhi. Noi abbiamo un nostro giudizio, ed una nostra visione delle cose, questa: https://www.youtube.com/watch?v=bl7bApX0nJI

L’occupazione non è solo sballo, non è solo stop alle lezioni: E’ LOTTA, E’ CREATIVITA’, E’ RIAPPROPRIAZIONE!!!

GIORNATA AUTOGESTITA 28/02/2014

Dal momento in cui la Provincia ancora non finanzia le assemblee… anzi continua a tagliare (stavolta sono 13.000€ al fondo per l’integrazione dei migranti), Venerdì 28 svolgeremo un’assemblea d’Istituto sotto forma di “giornata autogestita” nella nostra scuola, per scambiarci saperi e informaci verso il corteo del 7 Marzo.

Programma e dettagli dell’iniziativa potrebbero cambiare a seconda delle conferme della preside e dei referenti dei laboratori

NON SARA’ OBBLIGATORIA LA PRESENZA E NON DOVRA’ ESSERE GIUSTIFICATA L’EVENTUALE ASSENZA, LE LEZIONI SARANNO INTERROTTE. Sarà possibile usare il terzo piano della sede per il ripasso.

\\\\\\\ORARIO

INGRESSO ore 8.30
(8.15 per prime, seconde e terze)
raccolta presenze nell’atrio (firma)

INIZIO LABORATORI ore 9.00

INTERVALLO ore 11.00

RI-INIZIO LABORATORI ore 11.30

USCITA non prima delle 13.45
contrappello nell’atrio

GRIGLIATA fino alle 17.00

\\\\\\\PROGRAMMA

-INCONTRO CON L’ARTISTA (Aula Magna)
.ore 9.00: incontro con Claudio Pesci, pittore esperto della tecnica dell’acquerello
.ore 11.30: incontro con Moe, writer, parleremo dei graffiti e della loro storia (portare fogli e materiali)

– ATTUALITA’ & SOCIALE (Aula 64)
.ore 9.00: “L’informazione è di parte”, rassegna stampa e dibattito sui media
.ore 11.30: Diritti dei migranti, basta sfruttamento e Bossi-Fini (verso il 1 Marzo) o uso e abuso di sostanze stupefacenti

-ANTIMAFIA (aula da definire)
.ore 9.00: associazione Pereira, incontro con la compresenza di Giovanna Maggiani (presidentessa dell’associazione dei famigliari delle vittime della strage di via Georgofili)
.ore 11.30: Incontro con Peppe Rizzo, attivista antimafia

-CINEFORUM (Aula 66)
.ore 9.00: “Exit througt the gift shop” film su Banksy
.ore 11.30: “Il Divo” di Paolo Sorrentino

-TEATRO (Atrio 1 piano)
.Corsi con Associazione Saltinbanco:
.ore 9.00: Studio e interpretazione del copione
.ore 11.30: Recitazione

-AULA DI PITTURA (Aula 42)
.Creatività a ruota libera, nel rispetto del “tempio” e dei suoi materiali

-PALESTRA 1
.Torneo di calcio, referente Gabriele Cardillo

-PALESTRA 2
.ore 9.00: Pallavolo
.ore 11.30: basket

PRIMA GIORNATA X UN ISART + COLORATO E – CONTROLLATO

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Oggi, 19 Febbraio, abbiamo dato forma al primo giorno di protesta e socialità, in risposta all’ingresso della polizia nella nostra scuola Lunedì scorso ed al generale clima autoritario e repressivo che si vive da qualche tempo all’IsArt: una scuola da sempre all’insegna della creatività, della ribellione, della libertà di espressione.

Al mattino abbiamo svolantinato ed esposto striscioni che riportavano le nostre rivendicazioni, ad ogni intervallo abbiamo calato striscioni sulla facciata della scuola che riportavano: “Fuori gli sbirri dall’IsArt” e “Siamo tutt* socialmente pericolosi”.
Non è da attribuirsi al Collettivo IsArt invece l’azione di incatenare gli ingressi alla scuola, attuata da collettivi esterni, così come la scritta sul muro bianco dell’entrata. Abbiamo invece ridato colore al muretto esterno nel corso del pranzo sociale che abbiamo fatto all’uscita da scuola, molto partecipato ed animato da un po’ di musica dall’amplificatore.

Seguiranno nei prossimi giorni altre iniziative simili, fino a riempire di nuovo colore la nostra scuola. Anche Martedì prossimo saremo in collettivo alle 15.00 in aula video, per continuare a organizzarci verso la giornata autogestita che si terrà all’IsArt il 28 Febbraio e verso la giornata di mobilitazione del 7 Marzo.

Leggi il MANIFESTO PER UN ISART PIU’ COLORATO E MENO CONTROLLATO:
https://collettivoisart.wordpress.com/2014/02/12/manifesto-per-un-isart-piu-colorato-e-meno-controllato

MANIFESTO PER UN ISART PIU’ COLORATO E MENO CONTROLLATO

E’ necessario esprimersi e dare una lettura a quanto accaduto negli ultimi giorni all’Isart, qualcosa di diverso da un “ordinario controllo”.

Sappiamo all’Isart, come in tutte le scuole, che la polizia fa dei controlli di routine nelle scuole di tanto in tanto. Li hanno sempre fatti e, per quanto indesiderati e molesti fossero, anche gli studenti e le studentesse avevano accettato la cosa ed imparato a tutelarsi.
Da una settimana a questa parte però si sono verificate delle anomalie che è importante sottolineare ed alle quali bisogna, in qualche modo, reagire.

Giovedì scorso infatti abbiamo avuto una prima strana visita: tre poliziotti in borghese, perfettamente riconoscibili e perfettamente esposti, proprio in mezzo al cortile fuori da scuola, luogo di ritrovo degli studenti dopo 7 lunghe ore di lezione, se ne sono stati lì, proprio in mezzo agli studenti, senza intervenire in alcun modo ma mostrando chiaramente la loro presenza.
Lunedì mattina poi è accaduto qualcosa di ancor più anomalo ed inaspettato: oltre a fermare ed identificare i ragazzi rimasti fuori la prima ora, che aspettavano il suono della seconda campana davanti a scuola, la polizia è entrata dentro l’Isart con estrema arroganza.
Da almeno 5 anni nessun poliziotto è entrato nella nostra scuola per prelevare degli studenti e portarli in questura, e questa violazione di per sè costituisce già un brutto colpo, ma ciò che fa veramente rabbia è l’atteggiamento di quei poliziotti, arrogante ed intimidatorio. In sede sono passati di aula in aula, senza nemmeno bussare e cercando tra gli studenti di ogni aula la loro “preda” con sguardo indagatorio (questo significa intimidire anche tutti gli altri studenti). In succursale è stato forse ancora peggio in quanto al suono dell’intervallo la vicepreside ha bloccato gli studenti nell’atrio e la polizia ha cercato un’altro ragazzo, portato via davanti agli occhi di tutti e anche dei professori.
Martedì pomeriggio ancora provocazioni della polizia, quattro in borghese che osservano gli studenti dall’altra parte della strada, non in divisa ma palesemente riconoscibili. Un ragazzo esasperato ad un certo punto gli urla contro e questi si affrettano a richiedere i documenti e fare una paternale molto severa usando parole come “guarda come sei vestito” ecc.

Non sono dunque ordinari controlli… perchè allora questa pressione sull’Isart? Chi li chiama? Perchè queste intimidazioni?
La preside, se non diretto mandante di questa repressione, è quantomeno complice della loro arroganza. Da quando è iniziato il suo “mandato” nella nostra scuola si è data da fare in tutti i modi per normalizzarla, o meglio omologarla.
Così la retorica del “degrado” si fa strada, la retorica del “prestigio” e del “merito” si insidiano e diventano presto armi di repressione e appiattimento culturale.

Qual è il margine tra arte e vandalismo? Qual è il margine tra fumarsi una canna e farsi di eroina? Qual è il margine tra “servire e proteggere” gli studenti e reprimerli e perseguitarli?
Quesiti che se chiesti alla nostra preside e alle sue vice, oppure al signor Stingone che capeggia la questura di Bologna, avrebbero la stessa risposta.

Secondo noi queste intimidazioni sono andate a buon gioco della Casali e del suo sogno irrealizzato di sgomberare il giardino esterno alla scuola (ammesso e non concesso che non li abbia chiamati lei).
Quello è infatti il punto di ritrovo, socialità ed aggregazione degli studenti e delle studentesse dell’IsArt: è da lì che partono i nostri cortei, è lì che passiamo il tempo insieme prima e dopo le snervanti ore di studio, è li che spesso si tengono anche i nostri collettivi, è lì che alcuni si fumano anche qualche canna, ma la cosa non ha mai turbato gli studenti e le studentesse.

Ai margini della scuola, come ai margini dell’università, si creano quei luoghi di incontro che sono la linfa vitale per l’unione e la solidarietà tra studenti, e piazza Verdi ce lo insegna: anch’ essa tesa tra “degrado” (quello vero, come all’Isart non si è mai visto) e invece creatività, arte, socialità, lotta. La risposta degli studenti universitari, quando la polizia ha iniziato la sua opera di “bonificazione” della zona, è stata determinata al punto da cacciare via un plotone in tenuta anti-sommossa. Come Merola, Naldi e Stingone si sono coalizzati per provare a rastrellare Piazza Verdi, una preside-sceriffo ed i suoi prof-sgherri si sono coalizzati con la polizia per appiattire l’IsArt e privarlo dei suoi luoghi di socialità, oltre che di ogni tendenza creativa, espressiva e spontanea.

L’ossessione per il muro bianco, per le norme e per le regole, per il controllo capillare anche sulla vita privata degli studenti, le durissime pene per i ragazzi beccati in gita a fumarsi uno spinello (8 giorni di sospensione)… L’intento della Casali è evidente e, anche se non lo ammetterà mai, un filo conduttore tra il suo atteggiamento repressivo e quello della polizia c’è.

Noi non staremo a guardare, prenderemo esempio quanto possibile dai ragazzi di Piazza Verdi che, dopo averla liberata, l’hanno riempita di iniziative culturali e simili.
Inizieremo subito a valorizzare e difendere i nostri luoghi di ritrovo, resteremo nel cortile senza farci intimidire e appena ci sarà bel tempo sarà il luogo di moltissime iniziative. A partire da subito cominceremo a valorizzare la nostra nuova “Aula Studenti” (l’attuale aula video) che sarà aperta ogni pomeriggio (continuerà ad essere aula video nelle mattinate).
Martedì prossimo saremo di nuovo in collettivo e Mercoledì 19 sarà la prima giornata per un’IsArt più colorato e meno controllato, intanto ci organizziamo per una grande festa davanti all’IsArt, per dimostrare con dignità che le loro intimidazioni non ci fanno paura, che la cultura, la creatività e l’unione trionferanno sempre sulla repressione e l’omologazione.

Per concludere tutta la nostra solidarietà va a Chiara e Saverio, capri-espiatori di questa situazione, presi dalla polizia nella mattinata di Lunedì.

MEROLA ALL’ISART: VOGLIAMO FATTI, NON COMIZI

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Venerdì mattina gli studenti sono stati avvisati dell’imminente visita del sindaco Merola, atteso per Martedì 17. La notizia lascia perplessi molti studenti e Sabato pomeriggio, durante la mostra-volantinaggio agli OpenDay si propone per Lunedì 16 un collettivo straordinario, al seguito del quale si decide di fare un presidio davanti a scuola il giorno dopo, per ribadire a Merola che ci sono problemi nelle scuole ben più urgenti che “comunicare ed informare” spendendo 76.000€.

Merola però non passa in mezzo al presidio degli studenti la mattina, arriva 20 minuti dopo le 9, quando il presidio si è già sciolto. Lo precedono tre del suo “staff”, ovvero le sue guardie del corpo (pagate con i soldi pubblici?). Merola fa quindi il suo ingresso nel comizio improvvisato, a cui solo metà dei rappresentanti di classe è chiamata a partecipare.

Inizia con un discorso sull’arte contemporanea a Bologna (ironico il fatto che sia opera sua e dei suoi predecessori la mega campagna anti-graffiti che ha rimosso molte opere di Blu, lo street-artist riconosciuto persino dal “Guardian” inglese) e si impegna, su richiesta degli studenti, ad adoperarsi per dare più spazio all’IsArt in occasioni come Artefiera e simili.

Poi passiamo al sodo, alle accuse e alle richieste degli studenti:

– Del caso CIVIS lui non è responsabile, anzi, ha già recuperato i 180 milioni e ne ha fatto filobus per tutti. A quanto pare Bologna non avrà mai più problemi di trasporto, anzi sarà invasa da filobus ecologici.

I 76.000€ per i volantini sono necessari perchè “non tutta Bologna usa Internet” e soprattutto “per legge” il Comune deve informare i cittadini delle proprie attività. Insomma ci sono questioni più importanti della scuola pubblica.

– Ed il referendum per le scuole private? Prima di tutto era solo “Consultivo” e lui non ha commesso nessun reato dunque a fregarsene. In secondo luogo era giusto votare B (a favore delle scuole private) perchè “utili ad integrare il servizio”. Un sindaco che si fa portavoce delle privatizzazioni (che secondo lui sono un peso per gli stessi privati, costretti a “cavarsela da soli”… con i soldi pubblici però!)

Dopo aver respinto ogni accusa il sindaco passa ai problemi da noi segnalati (le assemblee d’Istituto, le scuole fuori norma, il condotto di areazione del laboratorio di ceramica e la sede espositiva in via Cartolerie, mai aperta).

La risposta (citata anche dai giornali) è stata “mi impegnerò”, ma non si assume certo alcuna responsabilità in quanto “non è di competenza del Comune”. Ha promesso che porterà i nostri problemi ai vari tavolini istituzionali (in Provincia e simili). Ci ha tenuto a sottolineare che non ha voluto “fare il fenomeno” dandoci delle certezze sulle eventuali soluzioni ai nostri problemi. Noi però siamo già andati in Provincia e ci hanno risposto solamente che“non ci sono soldi”, per questo rimaniamo scettici sulla possibilità che tutte le buone parole di Merola diventino fatti.

Sapevamo che Merola sarebbe arrivato con toni accondiscendenti e belle promesse, per questo abbiamo voluto far presente da subito la nostra rabbia con il presidio, ora chiediamo che si vada oltre ogni retorica e ogni buon proposito e si passi ai fatti. Se sperano di attendere la fine del cosiddetto Autunno caldo per ricominciare con la piena indifferenza si sbagliano: ai nostri posti ci troveranno!

18/12/13 ARTIST’N’STREET – MOSTRA AUTOGESTITA IN PROVINCIA!

Domani, Mercoledì 18, partiamo da scuola alle 14.30-15.00 circa e andiamo tutti insieme a Palazzo Malvezzi (sede della Provincia in via Zamboni 13) portando le nostre opere e dei fogli\tele per dipingere.

E’ un’azione che facciamo da anni quella di girare le strade della città con le nostre opere (per questo “artist’n’street”) e venderle o soltanto darne la visione a tutta la città, per portare i nostri problemi anche al difuori della scuola. Questa volta inoltre saremo alla sede della Provincia in segno di protesta, visto che dopo mesi di proteste non siamo mai stati degnati di risposte concrete.

Dopo la visita di Merola, che ha portato a tante buone parole ma nessuna assunzione di responsabilità da parte del Sindaco, il quale “non ha le competenze” per risolvere i nostri problemi (in compenso ha detto che “si impegnerà”) torniamo a portare avanti le nostre legittime richieste:
– Assemblee d’Istituto garantite per tutte le scuole di Bologna e provincia.
– Installazione dei condotti di aspirazione di sicurezza nelle aule di ceramica
– Messa a norma delle scuole bolognesi, molte delle quali attualmente hanno moltissimi problemi di edilizia.
– Spazio alla didattica alternativa ed orizzontale, in opposizione al modello “INVALSI”.

SABATO 14 DIC ORE 14.30 – MOSTRA AUTOGESTITA AGLI OPEN DAY!

Sabato 14 Dicembre ore 14.30 ci riuniamo davanti a scuola!

OPEN=APERTO!
MOSTRA & VOLANTINAGGIO

PER UNA SCUOLA PIU’ APERTA AGLI STUDENTI E ALLE LORO INIZIATIVE

CONTRO L’ALLONTANAMENTO DEI PRESUNTI OCCUPANTI DAGLI OPENDAY

In una scuola artistica che dovrebbe valorizzare le diversità, la creatività e lo spirito di iniziativa dei suoi studenti vediamo invece un’atteggiamento discriminatorio nei confronti del “collettivo” e degli “occupanti”, identificati come una setta, una società segreta di vandali…
Lo dimostra il singolare provvedimento preso dalla preside:
allontanare dagli OpenDay alcuni studenti, ritenuti da lei promotori dell’occupazione, impedendogli di ottenere il credito formativo. Un provvedimento motivato dal fatto che “sono dannosi per l’immagine della scuola”… un’atteggiamento tutt’altro che “open”, quando potrebbero valorizzare il fatto che dentro l’artistico c’è uno spazio di confronto aperto a tutti gli studenti.

NOI CI SIAMO, SIAMO ORGOGLIOSI DI AVER FATTO TANTE INIZIATIVE E DI AVER OCCUPATO, NON ACCETTIAMO CHE LA PRESIDE CERCHI DI NASCONDERCI COME LA POLVERE SOTTO IL TAPPETO!

openday!

PER UNA SCUOLA PIU’ APERTA! L’ISART RIVENDICA I PROPRI BISOGNI

Lo striscione di apertura del corteo del 27 Novembre portava la scritta “ripartiamo dai nostri bisogni: assemblee, trasporti, edilizia, materiali, didattica.” e proprio dai nostri bisogni abbiamo deciso di partire anche dentro la nostra scuola.

Abbiamo dunque discusso insieme in assemblea una lista di rivendicazioni degli studenti che riguardano la nostra scuola:

Apertura della scuola agli studenti fino alle ore 17.00, ordinario orario di chiusura al pubblico in teoria… Peccato che la scuola sia aperta a tutti tranne che gli studenti, tagliati fuori da qualsiasi cosa che non siano le lezioni frontali, non autorizzati nemmeno a entrare per usufruire dei servizi. La scuola dovrebbe essere, oltre che il luogo della formazione, anche un luogo di socialità vissuto dagli studenti, nei tempi che loro desiderano. Le nostre scuole troppo spesso si riducono a “container” di studenti, smistati come merce tra le aule e sbattuti fuori subito dopo le lezioni. Abbiamo bisogno di tempi e spazi per attraversare la nostra scuola in maniera più aperta e sociale.

Concessione dell’aula audiovisivi (fornita solo di un televisore obsoleto e malfunzionante) all’utilizzo degli studenti come aula autogestita, proprio per studiare o per organizzarvi iniziative una volta aperta la scuola al pomeriggio. Per sostituire la funzione di aula-video (certamente poco sfruttata e inadeguata viste le condizioni delle strumentazioni) proponiamo un maggiore utilizzo dell’aula magna (dotata di proiettore) per le ore di lezione, inoltre vi sono diverse aule dotate di lavagna interattiva non sempre utilizzate e spesso sconnesse da internet. Abbiamo bisogno di un aula per studiare, fare corsi e iniziative o anche solo per conoscerci e scambiarci due parole tra un ora e l’altra o dopo la scuola. Due anni fa la Preside ci concesse un aula autogestita, tutt’ora inutilizzata in quanto troppo piccola (capienza di massimo 10 persone) e condivisa con lo sportello della psicologa. Per non interferire con le attività della psicologa e per avere uno spazio adeguato chiediamo l’apertura di un’aula studentesca autogestita che soddisfi le nostre necessità.

-Messa a disposizione di una fotocopiatrice per studenti e professori, utilizzabile con il regolare acquisto della carta per la stampa. Ora infatti, pur essendoci, tutte le fotocopiatrici sono sotto chiave e non possono essere utilizzate dal pubblico. Chiediamo che almeno una di queste sia a disposizione della scuola intera.

Continueremo ad aggiornare questa lista ad ogni collettivo il Martedì alle 15.00 a scuola, vieni e fai sentire i tuoi bisogni!

Oltre a portare queste richieste alla preside, continueremo anche con la protesta assieme alle altre scuole, passando per l’assemblea delle scuole alle Laura Bassi il 6 Dicembre alle 16.30 verso nuovi orizzonti di lotta.

MOSTRA NON AUTORIZZATA AGLI OPEN DAY, PER LA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE.

Oggi, nel corso della prima giornata di Open Day, alcuni studenti sono entrati senza autorizzazione ed hanno esposto alcune delle opere fatte durante occupazione.

Questo gesto, accompagnato da un volantinaggio, è stato fatto per denunciare l’allontanamento di alcuni studenti dalla possibilità di partecipare agli Open Day, perchè sospettati di aver preso parte all’occupazione.

Un provvedimento disciplinare alquanto singolare, ma ciò che lo rende più grave è la chiave discriminatoria con cui è stato fatto: alcuni presunti “occupanti”, selezionati secondo il criterio personale della Preside, sono stati scartati perchè “dannosi per l’immagine della scuola”.

Crediamo invece che la creatività, l’orizzontalità, la libertà di espressione e le diversità siano una parte fondamentale della nostra scuola vadano valorizzate e considerate una ricchezza per un liceo artistico. L’atteggiamento della dirigente (…e chi con lei) invece è discriminatorio e cerca di isolare e criminalizzare le iniziative degli studenti e delle studentesse, etichettandoli negativamente.

Continueremo a difendere la libertà di espressione e di assemblea, giorno dopo giorno, per questo torneremo agli Open Day con nuove opere e tanti altri volantini.

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ISART, “GLI OCCUPANTI” ALLONTANATI DALL’OPEN DAY

Dopo 6 lunghi giorni di occupazione Martedì 26 ci siamo ritrovati in collettivo, per discutere appunto come proseguire la protesta e le iniziative.

Abbiamo inizialmente parlato del corteo del 27 Novembre, che ha visto gli studenti della nostra scuola e di molte altre tornare nelle strade e farsi sentire. Al finire del corteo siamo entrati al Sabin, per mettere la stella da sceriffo sull’ufficio della preside, che con le sue 40 denunce si è aggiudicata il titolo di primo “preside sceriffo” di Bologna. E’ anche grazie alla nostra occupazione se tante scuole stanno via via occupando: Belluzzi, Aldini, Fermi, Rosa Luxemburg… ed altre che si apprestano ad agire, affrontando un clima sempre più autoritario in tutte le scuole di Bologna.
Anche la nostra scuola, seppur in maniera più blanda, è stata repressa attraverso dei provvedimenti disciplinari alquanto singolari: allontanamento degli studenti considerati “occupanti” dalle giornate di Open Day, considerati come dannosi per l’immagine della scuola. Una decisione presa dal collegio docenti che poi ha passato la palla alla preside, incaricata di selezionare i presunti occupanti da scartare. In questo modo molti studenti non potranno accedere al credito formativo attraverso gli Open Day.
Non staremo certo zitti difronte a questo ennesimo tentativo di demonizzazione delle nostre idee, per questo Sabato alle 14.30 faremo un volantinaggio-mostra a scuola in concomitanza con gli Open Day, per rispondere a questa discriminazione.Se respingono le nostre idee allontanandoci e isolandoci, noi invece restiamo, continuando a far sentire la nostra voce.

SOLIDARIETA’ DEI GENITORI AGLI STUDENTI IN LOTTA

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato di solidarietà di un gruppo di genitori della nostra scuola e non solo agli studenti che in questi giorni hanno subito denunce e sospensioni per le occupazioni ed i cortei:

 

“Queste righe nascono da una riflessione di in un gruppo di genitori, i cui figli, in questi ultimi mesi hanno partecipato ai movimenti ed alle lotte degli studenti medi.

In queste settimane ci siamo interrogati in merito alle azioni dei nostri figli ed alle loro conseguenze: insieme con loro abbiamo partecipato alle assemblee e ci siamo confrontati sulle ragioni e sulle modalità delle lotte.

 

 

E’ evidente che la distanza di anni, vita ed esperienze, non ci permette di comprendere appieno l’assolutezza delle loro richieste: la scintilla è la riduzione dei fondi provinciali per le assemblee di Istituto, l’incendio è causato probabilmente da ben altro.

I nostri figli sono gli anelli terminali e le prime vittime di questa crisi: nelle loro lotte cogliamo il tentativo di uscire da una passività, che altrimenti porterebbe loro via tutto ciò per cui si battono: la loro scuola, pubblica, gratuita e di tutti.

Sappiamo che nelle pentole dei consigli di classe, bollono denunce e sospensioni, forse anche bocciature.

Non pensiamo, però, che questa possa essere né la soluzione, né la risposta della società: in questa situazione non possiamo che sentirci un corpo unico con i nostri figli, e fare nostre le loro azioni, le loro lotte.

Le occupazioni delle scuole hanno la stessa dignità degli scioperi che in questi giorni infiammano il nostro paese: gli studenti, come i tranvieri di Genova, come i facchini di Bologna, hanno scioperato senza alcun paracadute che le loro legittime rivendicazioni.

Dal punto di vista giuridico, non possiamo che ricordare che le occupazioni di scuole ed università, se attuate dagli studenti, non costituiscono reati, essendo scriminate dall’esercizio legittimo di un diritto.

E se proprio il nostro vetusto e fascista Codice Rocco non consente la loro punibilità, tanto più, sotto il profilo disciplinare, qualunque iniziativa potrebbe essere ritenuta abnorme e ritorsiva.

Lasciamo, dunque, i sentieri di guerra, e camminiamo insieme, studenti,docenti, genitori, personale non docente, difendendo, insieme, questa nostra povera scuola pubblica, primo bersaglio delle attuali, drammatiche, politiche neoliberistiche ed antisociali.”

RISPOSTA DEGLI STUDENTI DELL’ISART ALLE DICHIARAZIONI DELLA PRESIDE


Ancora prima che l’occupazione iniziasse ad essere presa in considerazione la dirigente dell’IsArt ha seminato il panico attorno a questa azione, descrivendola come un momento di cieca violenza e vandalismo.
L’impegno principale degli ultimi giorni per la Casali è stato senza dubbio dividere dall’interno gli studenti e le componenti della scuola, dipingere gli occupanti come una tribù di selvaggi che ignoravano qualsiasi forma di confronto.

Crediamo che questo atteggiamento sia ignobile. Il tentativo di fomentare una “democratica” guerra tra poveri, dividendo la scuola in maniera parlamentare con il solo scopo di frenare le lotte è stato contrastato dagli occupanti, che hanno dimostrato la loro apertura al dialogo attraverso numerose assemblee dedicate sia agli studenti che ai genitori.

In questi anni in cui la crisi ha messo in ginocchio l’Italia e l’Europa, in cui i poveri sono sempre più sfruttati e privati dei loro diritti, è più che mai importante restare uniti nella protesta. Per noi occupanti, impegnati a puntare il dito sul vero nemico: le istituzioni corrotte, la politica, l’economia; è stato veramente triste vedere altri poveri come noi puntarci il dito contro, i nostri stessi genitori ed insegnanti.

La preside ha fatto una raccolta firme virtuale, aperta a tutte le componenti della scuola, dove attraverso una paranoica lettera aperta invita a sottoscrivere l’appello per terminare l’occupazione… 700 circa i firmatari, un numero esiguo se si considera che tra studenti e genitori l’IsArt conta almeno 3000 persone, senza contare personale e professori. La “maggioranza silenziosa” di cui qualche volta si parla non si è espressa nemmeno stavolta, mostrando evidentemente la propria inconsistenza.

Noi, invece che raccogliere firme, abbiamo raccolto persone, opinioni, idee, desideri… cercando di porre fine a tutto ciò per rilanciare le lotte. Siamo abbastanza soddisfatti dei risultati in questo senso perchè Mercoledì 20, in un’assemblea genitori-studenti all’IsArt occupato, molti padri e molte madri hanno espresso la loro completa solidarietà e si sono resi disponibili a sostenerci nelle nostre azioni.

La stampa ha dato molto più risalto alla spaccatura creata ad arte dalla preside che alle vere ragioni degli studenti, che sono passate quasi del tutto inosservate. Ciò che invece è stato trasmesso sono le dichiarazioni di “angoscia” della dirigente, che nega ogni merito agli studenti definendola “un’occupazione dei centri sociali” e che si dice “preoccupata perchè termini come assedio e assalto siano all’ordine del giorno”. Che la nostra preside sia animata da un forte spirito reazionario e conservatore si sapeva da tempo, queste dichiarazioni però non faranno altro che alimentare il desiderio degli studenti a lottare e occupare, per dimostrare la genuinità delle proprie intenzioni e la validità delle proprie ragioni.

Per concludere ci aspettiamo che la preside continui la sua crociata mediatica anche ora che l’occupazione si è conclusa, speriamo che questo le si ribalti contro ancora una volta e che i genitori e i prof solidali vengano a protestare presto con noi.

Siamo motivati e abbiamo tanto da riprenderci (e ormai nulla da perdere), non saranno piagnistei e paranoie a fermarci… non ci hanno fermato nemmeno le manganellate del 15 Novembre e per questo il 27 Novembre saremo in piazza ancora una volta, uniti e senza paura.

“united we stand, divided we fall”

CASALI

26/11 – ASSEMBLEA DEL COLLETTIVO: VERSO IL #27N, OLTRE L’OCCUPAZIONE.

ASSEMBLEA DEL COLLETTIVO & GRIGLIATA
MAR 26 ORE 15.00 @ISART
Dopo una riuscitissima occupazione continuiamo a lottare!
Discutiamo insieme aspetti positivi e negativi della nostra occupazione e soprattutto parliamo a fondo di come andare avanti.
Sicuramente c’è il corteo del 27 Novembre da prendere in considerazione, ma c’è ancora tantissimo da fare!

Prima dell’assemblea in aula audiovisivi finiamo la carne e la verdura avanzata con un’altra piccola grigliata a prezzo 2€!

Link utili x l’informazione:

sul #27N, dall’assemblea delle scuole all’isart occupato: https://collettivoisart.wordpress.com/2013/11/22/27-novembre-ripartiamo-dai-nostri-bisogni-report-assemblea-delle-scuole/

comunicato conclusivo dell’occupazione:
https://collettivoisart.wordpress.com/2013/11/21/comunicato-conclusivo-delloccupazione-isart-2013/

27N PROFILO

27 NOVEMBRE: RIPARTIAMO DAI NOSTRI BISOGNI! ( Report Assemblea delle Scuole)

Comunicato conclusivo dell’assemblea delle scuole, tenuta all’IsArt occupato. L’assemblea è iniziata con interventi dalle varie scuole, molte delle quali si stanno organizzando per occupare: gli studenti hanno denunciato la mancanza di spazi adeguati alle assemblee d’istituto, la presenza di edifici sempre più fatiscenti e la carenza di laboratori e materiali, anche per questo attualmente a Bologna ci sono due scuole occupate, e sappiamo che presto occuperanno altre (e altre ancora hanno già occupato).Abbiamo individuato 4 punti centrali da riportare all’attenzione della Provincia, istituzione che gestisce i fondi per le scuole:

  • Assemblee d’istituto garantite a tutte le scuole e finanziate dalla Provincia: Non è possibile che si limiti il diritto all’assemblea d’istituto finanziandone solo una per scuola. Al Malpighi gli studenti sono stati costretti a far assemblea d’istituto seduti nei corridoi nella scuola, divisi in due gruppi (in una scuola che è ancora inagibile dal terremoto e dalle nevicate degli anni scorsi).
  •  Materiali e laboratori adeguati: Ci sono scuole dove ancora non sono reperibili materiali e strumentazioni aggiornate, laboratori inutilizzati e mal funzionanti, carenza di assistenti e personale adatto. Intanto si pensa a procurare lavagne interattive e registri elettronici che non funzionano e spesso non sono nemmeno usati.
  • Edilizia scolastica: Ci sono scuole ancora parzialmente inagibili, con strutture fatiscenti e poco sicure, vogliamo che vengano immediatamente stanziati altri fondi per l’edilizia scolastica, visto che gli ultimi finanziamenti sono bastati solo per poche scuole, peraltro neanche tra le più carenti dal punto di vista strutturale, mentre all’IsArt (ad esempio) mancano basilari strumenti per la sicurezza dei laboratori.
  • Didattica più aperta e orizzontale: Rifiutiamo l’impostazione didattica tradizionale, che vede lo studente come un ascoltatore di saperi calati dall’alto, senza possibilità i espressione o capacità di analisi. Inoltre i programmi scolastici sono inattuali e sterili, non lasciano nulla agli studenti che ormai vedono lo studio come un insopportabile obbligo.

Inoltre scenderemo in piazza ancora contro il caro trasporti, perchè sappiamo che Tper è una ditta di evasori, che offre un servizio pessimo e continua a speculare sugli studenti che vanno a scuola, in moltissime altre città l’abbonamento per gli studenti è gratuito o molto ridotto. Vogliamo che le corse siano gratuite negli orari di spostamento verso le scuole ed altre agevolazioni sui prezzi per gli studenti. La preside dell’IsArt ha definito l’occupazione della scuola come “angosciante” perchè opera di oscuri “centri sociali” togliendo così agli studenti che hanno occupato il merito di ciò che hanno fatto. Liberare una scuola dall’opprimente routine delle lezioni è un merito, e gli studenti dell’isart, che sicuramente hanno trovato la solidarietà di tanti altri studenti delle diverse scuole, rivendicano in pieno tutto ciò che è stato fatto nella scuola. Ora sta a tutte le altre scuole raccogliere l’appello scendendo in piazza il #27N ed occupando! Il 27 sarà quindi un corteo ampio e colorato, a cui parteciperanno tanti studenti dalle scuole occupate e non, per portare ancora una volta all’attenzione di tutti la nostra voglia di cambiare un presente che non ci soddisfa, partendo dai nostri bisogni!

COMUNICATO CONCLUSIVO DELL’OCCUPAZIONE ISART 2013

Oggi, 21 Novembre 2013, con l’assemblea delle scuole, si conclude l’occupazione iniziata nel pomeriggio del 15 Novembre dopo il corteo in Provincia.

Dopo la grigliata, l’assemblea e lo spettacolo pirotecnico (non-autorizzato ed illegale) di stasera le lezioni riprenderanno da domani in quanto la scuola è stata igienizzata alle 18.30.

Le ragioni che ci hanno spinto a protestare in piazza, e poi a occupare, sono i tagli al fondo provinciale per le assemblee d’Istituto. In questo modo il diritto degli studenti ad avere dei momenti assembleari viene calpestato, per riempire le pance dei vari capogruppo regionali.

Nella mattina di Venerdì 15 un corteo è partito dalla nostra scuola bloccando i viali ed ha raggiunto le altre scuole nel concentramento in piazza XX Settembre. La manifestazione è partita per raggiungere la sede della Provincia in via Zamboni ed assediarla, lì abbiamo subito tre violentissime cariche da parte di un ingente schieramento di Polizia, che ha manganellato e rincorso la folla di studenti, alcuni dei quali giovanissimi.

Nel pomeriggio ci siamo poi riuniti davanti a scuola, attorno alle 14, dove ci aspettava uno sparuto gruppetto di genitori e professori intenzionati ad impedirci di occupare. Nonostante i vani tentativi d fermarci, chiudendo l’edificio anticipatamente, siamo entrati ed abbiamo occupato la scuola.

Durante il nostro ingresso, alcuni genitori hanno filmato senza autorizzazione alcuni minorenni e la mano di una ragazza è stata schiacciata in una porta da un membro del personale. Questi atteggiamenti provenivano proprio da coloro che ci accusavano di essere violenti e chiusi al dialogo.

Dopo la notte di Venerdì, condotta al meglio dalla gestione degli occupanti, Sabato mattina abbiamo tenuto un’assemblea durata 5 ore, in cui ciascuno ha potuto esporre la propria opinione e proporre iniziative. Purtroppo però l’argomento totalizzante dell’assemblea non è stata l’organizzazione dell’occupazione ma la messa in discussione della stessa. Anche in questo caso abbiamo subito forti attacchi alla nostra iniziativa, prima verbali poi fisici, accusandoci di essere “vandali che avrebbero distrutto la scuola”, “antidemocratici”, “fascisti”, “fannulloni”…

Nel corso dell’assemblea però, l’occupazione è stata accolta dalla maggioranza degli studenti presenti, ciò ha causato molta agitazione tra coloro che si opponevano e l’assemblea si è fatta sempre più caotica, visto che nessun intervento “pro-occupazione” poteva essere concluso senza essere interrotto, alla faccia del tanto agognato dialogo.

Anche il Sabato notte è andato alla grande, tantissimi studenti hanno vissuto un bel momento di socialità e divertimento, senza vandalizzare nulla. La Domenica è stata una giornata molto tranquilla, in cui abbiamo organizzato i laboratori per la settimana seguente e pulito la scuola dopo il Sabato sera.

Da Lunedì abbiamo iniziato con lo svolgimento dei laboratori e dei corsi, vari e molto produttivi, che andavano da corsi pittorici e teatrali a dibattiti e seminari.

I laboratori sono continuati fino ad oggi, tante opere sono state prodotte e tanti argomenti sono stati discussi.

Martedì notte, dopo un’intensa giornata di laboratori ed assemblee, un piccolo gruppo di presunti fascisti si è presentato davanti alla scuola per provocarci con slogan sul duce. Immediata la risposta degli occupanti che da subito hanno rincorso il gruppetto facendolo scappare a gambe levate, la scuola è stata poi pattugliata per la notte.

Mercoledì pomeriggio abbiamo invitato tutti i genitori, solidali e non, a partecipare a un’assemblea nella scuola occupata. L’assemblea, iniziata purtroppo con toni aggressivi e denigratori da parte di alcuni, è poi presto diventata un interessantissimo momento di confronto dove tanti interventi di solidarietà alla nostra causa sono emersi dai genitori e si sono allargati gli orizzonti di possibili nuovi progetti in collaborazione.

Oggi la giornata è iniziata con gli ordinari laboratori, alle 14.30 abbiamo fatto una grigliata sociale e nel mentre abbiamo scoperto che la preside, insieme ad altri presidi degli istituti, stava tenendo un’assemblea all’interno della scuola occupata, da subito abbiamo deciso di interrompere quell’incontro e li abbiamo gentilmente allontanati dall’edificio, lasciando posto all’assemblea delle scuole.

la grigliata dell'ultimo giorno.

la grigliata dell’ultimo giorno.

Attraverso l’assemblea delle scuole abbiamo sondato il terreno della protesta studentesca, capendo quali scuole erano intenzionate ad occupare e quali non lo erano. Dopodichè abbiamo parlato del corteo del 27 Novembre, che partirà dai viali occupati in XX Settembre e porterà alla Provincia una serie di richieste ben precise: diritto alle assemblee d’istituto, edilizia scolastica e materiali, più spazio alla didattica alternativa ed orizzontale. Inoltre torneremo a trattare il tema del caro-trasporti, costruendo in prospettiva una relazione sempre più stretta con i lavoratori in lotta di quel settore.

Vogliamo che il #27N sia un corteo sociale e inclusivo a cui tutti si sentano di poter partecipare tranquillamente, vogliamo far si che quel corteo sia comunicativo al massimo e che le nostre ragioni non possano essere ignorate.

Con questa occupazione abbiamo mosso un importante passo avanti nella lotta, molte scuole hanno accolto il nostro appello e hanno a loro volta iniziato ad occupare e a seguire la protesta.

Proprio perchè le nostre richieste non sono state ascoltate è necessario continuare la mobilitazione in maniera sempre più determinata, senza tregue, incontrandoci ogni Martedì a scuola per organizzarci.

Oltre a questi risultati, quest’anno, abbiamo confutato tutti i pregiudizi che ci sono stati affibbiati, dimostrando che l’occupazione non è solo un momento di nullafacenza fine a se stessa, ma un’importante momento di protesta, socialità, contro-informazione e crescita collettiva.

Forti di questa esperienza, soddisfatti della capacità di giovanissimi studenti nel gestire un’intera scuola occupata, consapevoli anche dei difetti che ha avuto, vogliamo riprendere la marcia già da Martedì 26 con l’assemblea del collettivo, e Mercoledì 27 con un corteo che tornerà a portare alte le nostre rivendicazioni.

 

 

Collettivo IsArt

 

 

OCCUPY

 

 

Il corteo del 15 Novembre

Il corteo del 15 Novembre

torcia

 

PROGRAMMA DEL 21/11/2013 (ULTIMO GIORNO DI OCCUPAZIONE)

Gli studenti dell’Isart lasciano la scuola per la notte, quindi sta sera la scuola è chiusa. Domani però continueranno le attività in programma e l’assemblea delle scuole alle 16.00, per costruire insieme il corteo del 27 Novembre e proseguire nella lotta uniti!

Programma di domani:

– Ore 8:30 : Assemblea di apertura (Atrio piano terra).

– Ore 9:30 : Laboratorio di danza  hip-hop e Soul (Aula 80).

– Ore 9:30 : Laboratorio di arte-terapia e libera espressione (Aula 83).

– Ore 10:00 : Laboratorio di life-coaching (Aula….Lo scoprirete domani!!!).

– Ore 10:00 : Conversazione in inglese (Aula 81).

– Ore 10:30 : IMPORTANTE!! Incontro con i ragazzi della “Bottega del Teatro Urbano” con estratti del loro spettacolo e laboratorio di teatro (Atrio 1° piano).

– Ore 11:00 : Corso di ballo latino-americano (Aula 60).

– Ore 11:00 : Laboratorio sulla violenza sugli animali e ecosostenibilità (Aula 64).

– Come tutti i giorni si terranno i laboratori di pittura/fumetto (Aula 43).

– Ore 13:30 : Pranzo sociale.

– Ore 16:00 : Assemblea delle scuole.

 

LETTERA APERTA DI UN EX STUDENTE

‘Con lettera aperta s’intende una lettera indirizzata a uno o più destinatari, il cui discorso, nelle stesse intenzioni dell’autore, non vuole concludersi in maniera esplicita ma dare adito a interpretazioni da parte del lettore.’ Sono stato studente sei anni presso l’istituto d’arte di Bologna, a giugno ho preso la maturità e ora mi interesso di artigianato del legno lavorando in una falegnameria in città. Siamo in una situazione politico-economica davvero straziante, nella quale in pochi sostengono che il paese è in netto sviluppo e che la crisi globale stia diminuendo; invece, dall’altra parte, la maggior parte della popolazione paga le conseguenze di un sistema welfaristico non appropriato che schiaccia i cittadini in una morsa di tasse esagerate per colmare il debito pubblico; in più attorno a noi c’è una casta di politicanti dinosauri che sempre meno rappresentano gli elettori. Scrivo questa lettera per esprimere il mio giudizio in merito alla volontà degli studenti di prendere in mano il loro futuro, autogestendosi e autorganizzandosi tramite assemblee aperte. L’occupazione dell’edificio scolastico permette agli studenti di sospendere per un periodo la didattica curricolare e di sperimentare un metodo alternativo di fare scuola; uno spazio libero dalle costrizioni, dagli orari imposti, da terze persone che ti controllano come se fossi un bambino o che ti tengano buono e tranquillo in determinate occasioni. A parer mio l’istituzione scolastica dovrebbe preparare e istruire il giovane ragazzo/a alla vita vera, nella quale per guadagnarsi qualcosa bisogna sgobbare. In un’iniziativa come quella che hanno messo in piedi gli studenti e le studentesse dell’Isart, sono loro a decidere collettivamente che cosa fare, che argomenti dibattere, si prendono cura dello spazio difendendolo da possibili danni e tenendolo pulito durante il corso dell’iniziativa. E’ ora, in questi momenti, che si vede il vero impegno, la vera sfida e la vera crescita individuale e collettiva dei membri di un gruppo. In un’occupazione non c’è qualcuno che ti dice quello che devi fare, quando farlo e come farlo. Normalmente si organizzano iniziative e laboratori di vario genere (da quelli artistici a quelli di informazione, passando da laboratori culturali a musica libera). Entrando nel vivo della lettera voglio spendere più di due righe di vicinanza ai numerosi studenti e studentesse che da giorni con coraggio, caparbietà e voglia di fare hanno deciso di imporre. Uso il termine “imporre” allo stesso modo in cui gli altri 200 giorni di scuola ordinaria vengono imposti loro. Dopo giorni di occupazione non ci sono stati danni pesanti, disguidi tra studenti o tanto più con persone esterne alla scuola, gli occupanti hanno ribadito più e più volte ai dissidenti e contrari (alunni, docenti e genitori) i loro intenti e inoltre hanno cercato una collaborazione motivando e proponendo laboratori particolari, anche aperti allo studio individuale/collettivo. Per questo credo fermamente che questa iniziativa non rimanga fine a se stessa, ma che sia parte di un ciclo di iniziative che gli studenti hanno intenzione di portare avanti, rimanendo insieme e socializzando tra loro. Il come, il quanto, e il perché continuare o smettere è una scelta loro, che prenderanno tutti insieme, ben consapevoli delle conseguenze. Sta nella maturità degli studenti capire e riconoscere seriamente i lati positivi e anche soprattutto i lati negativi, capirli e agire di conseguenza perché non si ripresentino più nel futuro. Cordiali saluti a tutt*, occupanti e non, Simone Rambaldi.